
Sicurezza antincendio e valore della vita: un’analisi tecnica sulla tragedia di Crans-Montana
In momenti di profondo dolore come quello seguito ai fatti di Crans-Montana, le parole sembrano non bastare mai. Il nostro primo pensiero, come professionisti della sicurezza, va alle famiglie delle 47 vittime accertate e ai 119 feriti che portano i segni di questa tragedia. Ogni riflessione tecnica che segue ha un unico, fondamentale obiettivo: ribadire che la sicurezza antincendio non è un semplice adempimento normativo, ma un impegno etico per la salvaguardia della vita umana, il valore supremo che guida ogni nostra azione.
Informare correttamente, senza formulare giudizi definitivi mentre le indagini sono ancora in corso, è un dovere verso la memoria di chi non c’è più, affinché simili eventi possano essere prevenuti in futuro.
I numeri e i fatti: una ricostruzione preliminare
L’evento si è verificato intorno all’1:30 del 1° gennaio 2026 presso il bar Le Constellation. Secondo le prime risultanze, l’innesco potrebbe essere stato causato da fontane luminose applicate a bottiglie di champagne, le cui scintille avrebbero raggiunto il soffitto del locale seminterrato.
I dati emersi delineano un quadro di estrema criticità:
- Vittime: Almeno 40-47 decessi e circa 119 feriti.
- Affollamento: Si stima la presenza di circa 300-400 persone al momento del rogo.
- Vie di fuga: Secondo le testimonianze, l’unica uscita principale dal seminterrato sarebbe stata una porta di soli 1,5 metri di larghezza, preceduta da una scala angusta.
- Temperature: Durante il fenomeno del flashover, si sarebbero raggiunti picchi superiori ai 500-600 °C in pochi secondi.
L’ipotesi del flashover: la dinamica del fuoco
Le autorità svizzere avrebbero indicato nel flashover la causa della rapidissima propagazione delle fiamme, che i testimoni hanno inizialmente percepito come un’esplosione. Tecnicamente, il flashover è il “punto di non ritorno” di un incendio in un ambiente chiuso:
- Crescita e pirolisi: Il calore iniziale decompone i materiali (spesso schiume fonoisolanti non certificate) rilasciando gas volatili infiammabili, un processo noto come off-gassing.
- Accumulo di gas: Questi gas caldi si accumulano sotto il soffitto, irradiando calore verso ogni oggetto nella stanza tramite onde elettromagnetiche.
- Accensione simultanea: Al raggiungimento della temperatura critica, ogni materiale combustibile potrebbe essere divampato quasi simultaneamente, rendendo l’aria irrespirabile e la visibilità nulla in circa 10 secondi.

Criticità strutturali e gestionali sotto lente d’ingrandimento
Le indagini della Procura si starebbero concentrando su diversi fattori che avrebbero potuto influire sull’esito della tragedia:
- Destinazione d’uso: Risulterebbe che il locale fosse autorizzato come lounge bar, ma non per attività di intrattenimento danzante (discoteca), una distinzione che impone requisiti antincendio molto più severi.
- Materiali e resistenza al fuoco (REI): È ipotizzabile che i rivestimenti del soffitto non fossero trattati con vernici ignifughe adeguate a rallentare la combustione.
- Sistemi di protezione attiva: Sebbene alcune fonti menzionino l’esistenza di un vecchio impianto sprinkler, non è chiaro se fosse operativo quella notte; testimoni riferiscono di non aver visto attivarsi alcun sistema automatico.
La prevenzione come unica arma per la vita
Questa tragedia ci ricorda che la sicurezza è una catena dove ogni anello — progettazione, materiali, manutenzione degli impianti e formazione del personale — deve reggere. In Italia, il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) e le valutazioni del rischio sono strumenti fondamentali per garantire che, in caso di emergenza, il tempo di evacuazione sia inferiore al tempo di sviluppo dell’incendio.
Noi di Gami crediamo che la conoscenza sia la prima forma di prevenzione. Capire come si sviluppa un incendio e pretendere locali sicuri non è una preoccupazione eccessiva, ma un atto di rispetto verso il dono più prezioso che abbiamo: la nostra vita e quella dei nostri cari.
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